“Il caporalato in Italia spesso è raccontato come un fenomeno che riguarda solo le regioni del Mezzogiorno. Il nostro nuovo rapporto svela invece un’altra faccia del Nord Italia, dove lo sfruttamento è in troppi casi la norma.
La Lombardia, con una produzione agro-industriale del valore di oltre 14 miliardi di euro, è la prima regione italiana nell’agro-alimentare ma, allo stesso tempo, è una delle regioni più colpite da procedimenti giudiziari riguardanti il caporalato.
Da anni Terra! indaga le distorsioni presenti lungo le filiere agroalimentari, con un approccio capace di tenere insieme tutti gli attori del sistema e tutte le connessioni.
Uno sguardo che ci ha permesso di non ridurre a cronaca i casi di sfruttamento, ma di inserirli all’interno di un meccanismo economico più grande, che genera povertà e precarietà.
Il nostro lavoro porta allo scoperto il filo che collega le campagne agli scaffali del supermercato, per indicare poi una strada verso il cambiamento.
È quello che facciamo anche con il report “Cibo e sfruttamento- Made in Lombardia”, realizzato con il sostegno della Fondazione Caripplo, dove analizziamo il fenomeno del caporalato da un nuovo punto di vista e da nuove latitudini.
Tre filiere agroalimentari raccontate attraverso decine di interviste ai diversi operatori e migliaia di chilometri percorsi nelle province di Mantova, Brescia, Bergamo e Cremona.
In Lombardia lo sfruttamento si è evoluto in forme più ricercate e che riescono a sfuggire ai controlli: cooperative, turni estenuanti, contratti pirata e lavoro grigio sono espressione di una filiera sempre più iniqua.”
(Testo tratto da: https://www.associazioneterra.it/cosa-facciamo/filiere-e-caporalato/cibo-e-sfruttamento-lombardia )

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